Il 7 luglio 2016, la Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano ha approvato il nuovo Accordo relativo alla formazione dei Responsabili e degli Addetti dei Servizi di Prevenzione e Protezione, abrogando il precedente testo di riferimento datato 26 gennaio 2006.

Una prima importante disposizione riguarda l’ampliamento delle classi di laurea per le quali è previsto l’esonero dalla frequenza ai moduli A e B per la formazione di RSPP e ASPP. Integrando l’art. 32 del Testo Unico, l’Accordo identifica 33 ulteriori classi di laurea magistrali, specialistiche e di primo livello per le quali non è necessaria la partecipazione agli specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative.

Tale semplificazione tiene conto dell’articolato ordinamento accademico nazionale, facilitando di fatto l’accesso al mondo del lavoro nel settore della sicurezza a tutti coloro che siano in possesso di una laurea in ingegneria, in architettura o nelle professioni sanitarie della prevenzione. Va tuttavia notato come molte delle nuove classi di laurea individuate dall’Accordo non prevedano, in genere, esami specifici in materia di salute e sicurezza.

Si tratta di un significativo vulnus a fronte del quale un giovane neo-laureato, in mancanza di competenze specifiche in materia di sicurezza sul lavoro – ma soltanto sulla base dei contenuti tecnici affrontati nel proprio percorso di studi – potrebbe trovarsi nelle condizioni di assumere la responsabilità del Servizio di Prevenzione e Protezione di aziende di ogni settore dopo la semplice frequenza al modulo C.

Ancora con riferimento all’esonero dalla frequenza dei moduli formativi, il nuovo Accordo specifica come il possesso di un certificato universitario attestante il superamento di uno o più esami relativi ad insegnamenti specifici del corso di laurea nel cui programma siano previsti i contenuti dei moduli A, B o C, costituisca titolo di esonero alla frequenza del rispettivo modulo; lo stesso vale per i corsi universitari di specializzazione, perfezionamento o master i cui contenuti ricomprendano quelli di uno o più moduli formativi.

Quanto all’individuazione dei soggetti formatori, il nuovo Accordo raccoglie in un unico elenco tutti gli enti autorizzati all’erogazione dei corsi per RSPP e ASPP.

Con riferimento alle associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi e agli organismi paritetici, viene specificato come questi possano anche avvalersi di strutture formative di loro diretta ed esclusiva emanazione, purché le stesse siano accreditate secondo i modelli definiti dalle Regioni di appartenenza.

In merito ai contenuti dei corsi per RSPP e ASPP, una significativa modifica è rappresentata dall’art. 6.2 dell’Allegato A dell’accordo, che definisce un unico modulo B di base – della durata di 48 ore – valido per la quasi totalità dei settori produttivi, da integrare con ulteriori moduli di specializzazione nel caso di svolgimento dell’incarico nei settori dell’agricoltura e della pesca, delle cave e delle costruzioni, della sanità residenziale o del chimico e del petrolchimico.

Rispetto ai nove differenti moduli B del precedente Accordo, ognuno con validità esclusivamente riferita al settore di pertinenza, si tratta di una importante semplificazione, che agevola l’attività dei Responsabili e degli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione in più settori senza necessità di ricorrere a differenti percorsi formativi.

Quanto alle disposizioni integrative e correttive alla disciplina della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro – che come tali ricadono su un ambito non espressamente limitato alla formazione di RSPP e ASPP – il nuovo Accordo sopprime l’obbligo di collaborazione con gli enti bilaterali per l’attivazione dei corsi di formazione per i lavoratori.

Resta comunque salvo l’obbligo di collaborare con gli organismi paritetici ove esistenti, sia nel territorio che nel settore di appartenenza dell’azienda.

L’art. 12.1 dell’allegato A al nuovo Accordo stabilisce che la docenza nei corsi di formazione non disciplinati da normative specifiche debba essere riservata ai soggetti in possesso dei requisiti di cui al D.M. 6 marzo 2013.

Come meglio specificato nell’allegato V all’Accordo, tale disposizione riguarda i corsi per datore di lavoro che svolge le funzioni di RSPP, RSPP, ASPP, RLS, dirigente, preposto, lavoratore e coordinatore per la sicurezza. Restano esclusi i corsi per addetto al primo soccorso, per i quali il D.M. 388/2003 dispone che la docenza debba essere affidata a personale medico, e quello per addetto alla prevenzione incendi, per il quale il D.M. 10 marzo 1998 non stabilisce alcun requisito e che pertanto potrebbe – almeno in via teorica – prevedere la docenza di un soggetto senza alcuno specifico requisito.

In questo senso, lo sforzo di razionalizzazione del nuovo Accordo, riferito solo ad alcune disposizioni di carattere specifico, non può ritenersi sufficiente. Sarebbe pertanto auspicabile l’emanazione di un unico testo legislativo di riferimento che disciplini in maniera compiuta e coerente le attività di formazione per i molteplici soggetti della sicurezza previsti dal D.Lgs. n. 81/2008.